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Pubblicato da TaxMan il 2 Settembre 2019

Calcolo tasse partita iva regime forfettario 2019.

Quante tasse paga una partita iva in regime forfettario nel 2019? Come fare per calcolarle precisamente? In questo post ti spiegheremo la tassazione del regime forfettario con la nuova Flat Tax 2019, l’inps o le altre casse previdenziali che è necessario pagare e come calcolare il risultato netto della tua partita iva. Se vuoi capire meglio come calcolare le tasse nel regime forfettario, leggi pure questo breve articolo che spiegherà in maniera chiara come funziona la tassazione della partita iva agevolata 2019.

Il regime forfettario, introdotto nel 2016, presenta alcuni vantaggi dal punto di vista fiscale. Innanzitutto il reddito imponibile è calcolato in maniera forfettaria secondo i parametri stabiliti dal governo in base alle attività. Ad esempio un designer dovrà pagare le tasse solo sul 78% dei redditi totali. Dall’imponibile è poi possibile dedurre solamente i contributi previdenziali versati nell’anno secondo il principio di cassa. La flat tax ha innalzato la soglia dei redditi producibili nell’anno da una partita IVA in regime forfettario, il nuovo massimo è di 65.000 euro annui.

Il modo più semplice per calcolare le tasse della tua partita iva forfettaria è scaricare la app TaxMan e inserendo le fatture in entrata, andare nella sezione calcolo tasse e vedere il risultato in tempo reale. Il primo mese è completamente gratuito e si può disdire in qualsiasi momento. Basta inserire in fase di profilazione il codice ATECO e la Cassa Previdenziale di appartenenza (ad es. INPS Gestione Separata o Cassa Forense etc.) , inserire nella sezione “transazioni” un’entrata col fatturato annuo stimato e andare nella sezione pagamenti per vedere subito la tassazione dovuta. Attenzione: è possibile dedurre i contributi previdenziali una volta pagati. Quindi, se la app dice che dobbiamo pagare 2.500 euro di INPS, per vedere il calcolo finale dobbiamo inserire come spesa previdenziale pagata (sezione spese, categoria “INPS  anno in corso”) l’importo di 2.500 euro.

La app è il modo più immediato per comprendere quante tasse si andranno a pagare con una partita iva in regime forfettario nel 2019, ad ogni modo la tassazione di questo regime funziona cosi:

LE SEMPLIFICAZIONI FISCALI

I regimi forfettari sono esenti dall’IVA e sono esonerati dagli adempimenti previsti dalla normativa.

Sarà quindi sufficiente numerare e conservare tutte le fatture d’acquisto e le bollette doganali e certificare i corrispettivi. Le fatture quindi andranno emesse con l’indicazione “Operazione effettuata ai sensi dell’art. 1, commi da 54 a 89 della Legge n. 190/2014 – Regime forfetario. Il compenso non è soggetto a ritenute d’acconto ai sensi della legge 190 del 23 Dicembre 2014 art. 1 comma 67. Imposta di bollo assolta sull’originale” (solo se la fattura supera 77,47 euro).

Il reddito imponibile è determinato in maniera forfettaria in base al tipo di attività svolta. Non hanno quindi nessuna rilevanza le spese sostenute nel periodo. Possono essere portati in deduzione solamente i contributi previdenziali versati nell’anno. I ricavi vanno computati secondo il principio di cassa, quindi si contano solo i compensi effettivamente incassati nell’anno. Per ogni attività è stabilito un coefficiente e si applica un’imposta sostitutiva del 15% (ridotta al 5% per le nuove attività nei primi 5 anni).

Se devi ancora aprire la partita IVA, puoi farlo facilmente online, leggi questo articolo per capire come.

I CONTRIBUTI PREVIDENZIALI

Solo ed esclusivamente per gli imprenditori individuali iscritti alla gestione IVS artigiani-commercianti, è prevista una riduzione del 35% sui contributi previdenziali dovuti. Sono in ogni caso dovuti i contributi minimali, ridotti del 35%. La domanda per ottenere tale riduzione va fatta entro il 28 febbraio di ciascun anno tramite il cassetto previdenziale artigiani e commercianti disponibile sul sito dell’INPS. Per conoscere le scadenze fiscali del 2019 leggi questo articolo. Sempre attraverso la app TaxMan è possibile conoscere in anteprima i contributi fiscali dovuti e monitorare le scadenze fiscalli della propria cassa previdenziale di appartenenza (Cassa Forense, Inarcassa, etc).

COME SI ENTRA NEL REGIME FORFETTARIO

Uno dei vantaggi di questo regime è che possono accedere anche partite iva già in attività. Per le nuove attività va presentato il modello AA9/12 delle Agenzia delle Entrate. Il modello va presentato entro 30 giorni dall’inizio dell’attività e indicato nel quadro B alla sezione “regimi fiscali agevolati” il codice 2. Per chi invece è già in attività e desidera entrare nel forfettario, devono essere rispettati i requisiti previsti dalla legge. Per chi possiede i requisiti, è possibile iniziare ad emettere fatture come se fosse già nel regime forfettario. Chi era nel vecchio regime dei minimi, potrà continuare ad avvalersene fino al compimento del quinquennio o fino al compimento del 35 anno d’età.

ESEMPIO DI CALCOLO TASSE

Prendiamo ad esempio un avvocato che ha incassato nell’anno compensi per 18.000 euro e versato contributi per 2.500 euro. Il calcolo tasse avverrà in questa maniera:

Compensi                                         18.000

Reddito imponibile lordo              14.040 (18.000*78%)

Contributi previdenziali                 2.500

Reddito Imponibile netto              11.540 (14.040-2500)

Imposta sostitutiva 5%                   577 (11.540*5%)

Il commercialista in regime forfettario serve?

Se ti sembra di aver capito tutto e ti stai chiedendo se il commercialista in regime forfettario serva ancora, leggi la nostra guida per gestire la partita IVA senza commercialista. Con TaxMan è possibile sostituire il commercialista e fare tutto online a soli 169 euro l’anno.

 

 

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